Una guida per chi cerca luoghi e itinerari insoliti in Campania e vuole organizzare una gita di un giorno senza finire nei circuiti più affollati. Dalle scalinate di Raito sopra Vietri a Casertavecchia con la salita verso Monte Virgo, fino ai canneti dell’Oasi dei Variconi alla foce del Volturno. In più: la Reggia di Carditello, Velia ad Ascea, una Napoli “verticale” tra Rione Sanità e Vomero, e Procida da attraversare a piedi.
Una guida per chi cerca luoghi e itinerari insoliti in Campania e vuole organizzare una gita di un giorno senza finire nei circuiti più affollati. Dalle scalinate di Raito sopra Vietri a Casertavecchia con la salita verso Monte Virgo, fino ai canneti dell’Oasi dei Variconi alla foce del Volturno. In più: la Reggia di Carditello, Velia ad Ascea, una Napoli “verticale” tra Rione Sanità e Vomero, e Procida da attraversare a piedi.
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Mentre la folla di escursionisti si riversa lungo il classico tracciato verso Nocelle, chi alza lo sguardo dalla piazza di Bomerano nota una dorsale calcarea imponente che domina l’altopiano dall’alto dei suoi 1.122 metri. Questa parete rocciosa custodisce i Sentieri Tre calli Agerola, un balcone naturale affacciato sul vuoto che offre una delle più autentiche alternative al Sentiero degli Dei.
Storicamente battuta dai pastori locali per la transumanza della mucca Agerolese, dal cui nasce il celebre Provolone del Monaco DOP. Camminare lungo questa dorsale significa immergersi nel profumo del timo serpillo schiacciato sotto gli scarponi, accompagnati dal fischio del vento che risale le falesie della Costiera Amalfitana.

Qual è il livello di difficoltà del Sentiero dei Tre Calli e quanto dura?

Il percorso è classificato con livello di difficoltà E (Escursionistico). Richiede sicurezza nel passo per via del fondo calcareo sconnesso, ricco di pietre mobili e lame di roccia affilate. Chi soffre di vertigini deve prestare attenzione lungo i passaggi di cresta, dove il versante precipita direttamente verso il mare.
Il tempo necessario per completare l’anello varia tra le 3 e le 4 ore. Il dislivello positivo supera di poco i 380 metri su uno sviluppo di circa 6 chilometri. La partenza dalla frazione di Bomerano si attesta sui 630 metri di quota, per poi guadagnare rapidamente l’altitudine della vetta principale. La prima frazione presenta rampe ripide su antica mulattiera acciottolata, stabilizzandosi una volta conquistata la dorsale superiore.

Mappa del Sentiero dei Tre Calli e descrizione del percorso

Consultando la mappa Sentiero dei Tre Calli, emerge la morfologia affilata di questo rilievo calcareo risalente al Mesozoico. L’ascesa parte dalla località Pafile, poco sopra il centro abitato di Bomerano. Un sentiero a tornanti stretti risale la fiancata della montagna infilandosi tra lecci nani e macchia mediterranea, prima di sfociare sulla sella panoramica nota come Colle Suavicino.
Dalla sella la vegetazione ad alto fusto scompare, lasciando spazio alla roccia nuda e ai pascoli d’alta quota tipici dei trekking panoramici Monti Lattari. Il tracciato segue fedelmente il profilo dei tre nodi calcarei — detti localmente “i Calli” — che danno il nome al monte, muovendosi lungo la linea geografica che divide l’altopiano interno dalle falesie verticali aperte sul Tirreno.

Prima luce sui Faraglioni di Capri

Fra gli abitanti di Agerola vive una tradizione radicata: risalire il Monte Tre Calli durante la notte per attendere la prima luce dell’anno o del solstizio d’estate. L’appuntamento con l’alba richiede di mettersi in cammino da Bomerano circa un’ora e mezza prima del sorgere del sole, risalendo il crinale con le lampade frontali.
Raggiunta la vetta orientale prima del crepuscolo mattutino, lo spettacolo ricompensa lo sforzo. Il sole emerge alle spalle delle cime dei Monti Picentini, illuminando d’arancio il Golfo di Salerno. La luce si propaga radente lungo le pareti di Praiano e Positano, fino a rivelare il profilo scuro dei Faraglioni. Questa esperienza rientra tra le più suggestive escursioni panoramiche Costiera Amalfitana, regalando un’atmosfera silenziosa prima che la costa si svegli.

Vista a 360° sul Golfo di Napoli e di Salerno

Accanto alla croce di vetta in ferro battuto, collocata nel punto più alto della cresta, la vista abbraccia contemporaneamente due mari. Orientando lo sguardo a ovest, il trekking vista Capri e Faraglioni regala una prospettiva d’infilata sull’intera Penisola Sorrentina: la terra si assottiglia verso la riserva di Punta Campanella, oltre la quale si erge la sagoma frastagliata dell’isola di Capri.
Girandosi verso nord, lo scenario cambia radicalmente. L’occhio domina la conca verde dell’altopiano di Agerola e si spinge oltre la catena dei Lattari fino a inquadrare la piana campana e il cono del Vesuvio. Verso sud, il salto di mille metri cade dritto sulle case colorate di Positano e sulle cale marine della baia di Ieranto.

Come raggiungere l’inizio del sentiero da Agerola?

L’accesso si trova nella frazione Bomerano di Agerola. Per chi viaggia in auto, conviene raggiungere via Pafile oppure usufruire delle aree di sosta nei pressi del Parco della Colonia Montana. Chi si sposta con i mezzi pubblici usufruisce degli autobus SITA Sud provenienti da Amalfi o Castellammare di Stabia, scendendo alla fermata di Bomerano in Piazza Paolo Capasso. Dalla piazza si cammina verso nord per circa dieci minuti seguendo le indicazioni CAI dirette alla salita Pafile-Tre Calli.

Attrezzatura consigliata e sicurezza

L’intero tratto di dorsale si sviluppa sopra il limite degli alberi ed è privo di sorgenti d’acqua. Bisogna dotarsi di scarponi alti con suola scolpita, fondamentali per evitare storte sulle pietre smosse del crinale. È indispensabile portare nello zaino almeno due litri d’acqua a persona, cappello e protezione solare. Anche nelle giornate calde, sulla cresta soffiano correnti d’aria termica improvvise: una giacca frangivento e uno strato termico leggero garantiscono la necessaria protezione durante le soste in quota.

Altri percorsi imperdibili ad Agerola

Dalla cima del Tre Calli la dorsale prosegue verso settentrione offrendo la possibilità di inoltrarsi nel cuore selvaggio dei Monti Lattari. I camminatori più allenati possono seguire il crinale fino al Monte Calabrice e ricollegarsi all’ascesa per il Monte San Michele, chiamato dai locali “Il Molare” per la sua forma iconica, che con i suoi 1.444 metri rappresenta la vetta più alta della catena. Un’ulteriore variante permette di scendere sul versante opposto verso la riserva naturale della Valle delle Ferriere, passando dalle rocce aride della vetta all’ombra umida dei valloni percorsi da cascate e rare felci preistoriche.